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Venerdì, 02 Luglio 2021 13:51

Busto Arsizio protagonista del progetto regionale di rigenerazione urbana 'FILI'

area nordPresentato oggi ufficialmente FILI, uno dei più grandi progetti di rigenerazione urbana ed extraurbana in Europa, promosso da FNM, FERROVIENORD e Trenord insieme a Regione Lombardia.

Il progetto coinvolge con interventi di ammodernamento, rifacimento e rinnovamento le stazioni di Milano Cadorna, Milano Bovisa, Saronno e Busto Arsizio e le aree ad esse adiacenti, con un intervento di oltre 188.000 metri quadrati, che arriverà a interessare progetti per un totale di 2 milioni di metri quadrati all’interno della Lombardia. FILI comprende inoltre la piantumazione di 800.000 alberi in circa 41.000 ettari attraverso 24 Comuni, la creazione di una superstrada ciclabile di 72,7 km fra la stazione di Milano Cadorna e Malpensa, la realizzazione di una Foresta Sintetica Pensile presso la stazione Milano Cadorna che produrrà ossigeno per la città di Milano (info:https://fili-fnmgroup.it/press-fili-lombardia/)

Il sindaco Emanuele Antonelli ha presentato la parte del progetto che riguarda la stazione delle Ferrovie Nord e l'area circostante.

Di seguito il testo del suo intervento:

"E' un onore per me e per la città che rappresento far parte di questo grande progetto di rigenerazione urbana che avrà un ruolo importante per futuro del nostro territorio, oltre che per la città di Busto.

Mi congratulo innanzitutto per il titolo che avete scelto per questa giornata, "FILI: la Lombardia tesse il suo futuro”: da bustocco non posso non essere felice di questa citazione che rimanda al mondo del tessile, e quindi all’identità di Busto, città che è cresciuta grazie al tessile e che continua a contare sul tessile per il suo presente e il suo futuro, con modalità nuove e moderne.

Tanti fili creano un tessuto.. oggi vi presento il filo bustocco di questo tessuto fatto di città e di territori che hanno in comune un’infrastruttura storica e imprescindibile, le Ferrovie Nord. Che hanno in comune la presenza di stazioni che da sempre hanno rappresentato un punto di riferimento per cittadini ed imprese.

Il progetto sulla stazione FN di Busto si inquadra all’interno di un vasto ambito di trasformazione (172.871 mq) del PGT di Busto Arsizio denominato Ambito di Trasformazione 3 FN che ha come scopo la promozione della città pubblica, accessibile e verde, a servizio dei cittadini, dove spazi pubblici e privati possano trovare una relazione sinergica.

L’ambizione è quella di rigenerare la parte sud della Città, luogo di primo insediamento industriale e ferroviario che troverà una nuova centralità che permetterà la riattivazione dei collegamenti urbani e farà da volano per lo sviluppo delle aree circostanti.

L’obiettivo è il superamento di una storica cesura della città dovuta alla linea ferroviaria che dalla seconda metà dell’800 ha separato la parte sud della città di Busto Arsizio dal suo centro storico. Una sorta quindi di cucitura, tornando alla metafora del tessile, che riparerà un’ importante ferita del tessuto urbano, partendo proprio dalla stazione. Sarà una cucitura verde, un parco urbano che, seguendo il sedime dei binari per oltre un chilometro di lunghezza, sostituirà i parcheggi esistenti e un’ area, creata dall’ interramento della linea del ferro avvenuta negli anni ’90, che, per la sua parte pubblica, è senza alberature, interamente impermeabilizzata e che produce isole di calore e problemi idraulici di smaltimento delle acque meteoriche.

Una infrastruttura capace di produrre ossigeno e di diventare luogo catalizzatore di nuovi sistemi di relazioni. Percorsi pedonali nel parco, mobilità ciclabile, piccole piazze, aree di sosta nel verde all’ombra degli alberi o coperte da pensiline, attrezzature sportive leggere, spazi di gioco per i più piccoli, attività commerciali che ravvivano i luoghi, un insieme di attrezzature per rendere abitabile lo spazio aperto 365 giorni all’anno.

La grande dimensione dell’ambito trova a nord e a sud rispetto al parco lineare, spazi per interventi privati caratterizzati da un ricco mix funzionale (residenziale, commerciale, terziario).

In direzione est-ovest il parco lineare collega e recupera tre luoghi prioritari: a ovest la caratteristica struttura dell’ex macello, al centro la stazione ferroviaria, a est l’area parcheggio in cui si svolge il mercato settimanale della città.

L’ex macello è oggetto di partecipazione a un bando di finanziamento nazionale. Mentre l’area del mercato ha già ricevuto un importante finanziamento di quindici milioni di euro nell’ambito di un bando di rigenerazione urbana e sociale promosso da Regione Lombardia. I 3 luoghi acquisiscono così rilevanza di vere e proprie polarità pubbliche collegate dalle linea verde del parco.

Il parco si sviluppa per buona parte al di sopra del tunnel della ferrovia realizzato in cemento e pertanto necessita di stratificare un cospicuo strato di terreno vegetale per consentire la piantumazione di alberature e arbusti movimentando a quote differenziate il suo livello verde. Un parco che non risulta pianeggiante e che all’approssimarsi della stazione, che si frappone in mezzo, per mantenere la propria continuità e al contempo garantire il funzionamento del sistema stazione, cogliendo tutte le valenze e opportunità di rigenerazione prodotte da un luogo generatore di grandi flussi di persone, si alza ulteriormente di quota con le sue alberature e percorsi sino alla copertura della stazione stessa (+5 mt). Il tetto piano si trasforma in una grande area di sosta sopraelevata a sua volta coperta con l’introduzione di una grande pensilina.

La stazione rimane alla quota urbana e viene arricchita all’intorno da attività di servizio (parcheggio coperto e velostazione) e da nuove attività commerciali in relazione con il parco e la città. Agli estremi, due piazze poste a livello urbano diventano i punti di accesso alla parte di parco che inizia a salire e si caratterizza per una parte centrale a verde pensile.

A nord, in affaccio su via Monti, un lungo portico svolge la funzione di galleria commerciale e di filtro verso l’ingresso alla stazione che diventa realmente passante valorizzando l’accesso sud con l’introduzione della stazione dei bus e di un parcheggio multipiano. Al di sopra, oltre alla nuova piazza coperta, svettano alcune strutture verdi verticali caratterizzate da un mix di verde naturale e tecnologico capace di produrre grandi quantità di ossigeno per migliorare la qualità dell’aria.

La stazione FN di Busto Arsizio così ripensata trova un affaccio e un rapporto diretto verso il centro storico della città, riallacciando la cesura nord - sud grazie al parco in quota e ad un portico/galleria commerciale che diventa vero e proprio affaccio urbano verso nord.

Spina dorsale del sistema est-ovest è il largo viale ciclo-pedonale di 6 metri di larghezza, alberato a filare con differenti specie a caratterizzarne i due lati e differenti movimenti del suolo circostante.

Una lunga connessione che s’innesta sulla superstrada ciclabile Milano Cadorna-Malpensa promossa con altro progetto da Regione Lombardia. Sullo sfondo, a chiudere la prospettiva, si stagliano le torri verdi (naturale e tecnologico) quali landmark che riscattano ed evidenziano in altezza la linea orizzontale del nuovo parco.

Anche grazie a questo progetto strategico, Busto potrà rappresentare un polo attrattivo e alternativo, dove tanti cittadini potranno trovare casa, lavoro, opportunità. Una città a misura di persona, una città moderna e innovativa, con tante eccellenze e ricca di aree accoglienti e inclusive come quella che ho presentato oggi.

Ringrazio Ferrovie Nord, la Regione, il Politecnico di Milano, in particolare il prof. Michele Ugolini, l’europarlamentare Isabella Tovaglieri che da assessore all’Urbanistica ha dato il via alla rinascita dell’area delle Nord come la chiamiamo a Busto e all’attuale assessore Giorgio Mariani e al suo staff che stanno seguendo con grande impegno il progetto".