Casa Colombo


(Itinerario Liberty)


via manara
21052
Busto Arsizio
Varese


CASA COLOMBO – 1915

La realizzazione di questa villa fu preceduta da una lunga fase di progettazione che vide, tra il 1906 ed il 1915, la presentazione agli Uffici Tecnici del Comune di Busto Arsizio di numerosi progetti edilizi diversi per dimensione e uso dell’edificio, ma sempre relativi alla costruzione in via Manara di fabbricati della Tessitura Luigi Colombo.

Per la precisione, nel febbraio del 1906 venne presentato un progetto per un edificio con refettorio, cucina, dormitorio e servizi per gli operai, unitamente ad uno per uno stanzone industriale; nel novembre dello stesso anno ne venne presentato uno per una casa d’affitto (edificio molto più grande dell’attuale, con due corpi scala invece che uno solo), seguito da altri progetti datati tra il 1907 ed il 1914, anch’essi mai realizzati.

Solo il 17 maggio 1915 venne approvato il progetto definitivo, che si riferiva ad un’abitazione di lusso per il titolare della Tessitura Luigi Colombo.

Tutti i progetti portavano la firma dell’architetto Silvio Gambini (1877-1948), che nello stesso anno era impegnato nella progettazione della propria abitazione in via Mameli. Gambini può essere definito come un progettista a tutto tondo: il suo intervento partiva dall’edificio, per definire poi i più piccoli particolari come gli oggetti d’arredo, le maniglie, i mobili, le decorazioni, i ferri battuti, etc.

Casa Colombo è un edificio a tre piani in stile tipicamente Liberty, forse l’unico esempio in puro stile Liberty dell’architetto.

All’esterno, la successione dei piani è scandita dalle decorazioni sulla facciata: al piano terra corrisponde un’ampia zona in pietra a fasce orizzontali che si raccordava al muro di recinzione, ormai demolito.

In corrispondenza del primo piano troviamo una fascia ad intonaco, sormontata da una cornice in graniglia di cemento decorata con foglie di ippocastano; più in alto, un’area con mattoni a vista che prosegue fino al terzo piano, per poi lasciare di nuovo posto all’intonaco.

La fascia sottogronda in corrispondenza dell’aggetto del tetto, è anch’essa ad intonaco bianco, ma un tempo doveva riportare una decorazione.

La facciata, che appare leggermente asimmetrica per la posizione dei balconi, risulta quindi molto movimentata grazie a questi accostamenti di parti lavorate e lisce, di elementi in pietra, cemento, intonaco e mattoni.

Ulteriori decorazioni si trovano nella parte alta dell’edificio (dove gli angoli sono sottolineati da lesene con motivi vegetali e mascheroni a forte rilievo) ed in corrispondenza di balconi e finestre (riccamente decorati da foglie e frutti di ippocastano in graniglia e ferri battuti a linee geometriche ingentilite da foglie d’edera).

Il lato est, nascosto alla vista dalla strada, non presentava le stesse decorazioni perché addossato ad un altro edificio in seguito demolito.

La villa doveva essere riccamente decorata anche all’interno, di cui purtroppo si conserva solo la scala elicoidale di accesso al primo piano.

Infatti, dopo anni di abbandono, solo di recente la villa ha subito importanti interventi di recupero e restauro.

Una volta ultimati, il Comune ha deciso di metterla a disposizione degli studenti della facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali dell'Università dell'Insubria.

Fonti bibliografiche:

ñ  F. BERTOLLI et alii, Busto Arsizio. Architetture Pubbliche, Città di Busto Arsizio 1997, pp. 98-103

ñ  G. F. FERRARIO, Busto Arsizio. Emozioni Liberty, Macchione Editore, Varese 2002, pp. 54-55

ñ  A. SPADA, Conoscere la città di Busto Arsizio, Città di Busto Arsizio 2010, p. 11, 65

ñ  A. Spada , Conoscere la città di Busto Arsizio, Comune di Busto Arsizio, II ed., luglio 2004



 

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