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Venerdì, 10 Febbraio 2017 12:52

La Casa del Novecento presenta la mostra “I genocidi del XX secolo”

Dopo la presentazione della digitalizzazione dell’archivio dell’associazione Raggruppamento divisioni Patrioti Alfredo Di Dio, nei prossimi giorni è in programma un altro momento importante per la costruzione della Casa del Novecento, iniziativa dell’Amministrazione Comunale che trasformerà una delle ville liberty più belle della città, villa Tovaglieri, in un luogo di studio e di ricerca sulla memoria che affonda le sue radici nella cittadinanza attiva di ciascuno e di una collettività che vuole radicare il proprio futuro nella memoria.

Due delle (per ora) cinque associazioni che hanno aderito al progetto, l’ Associazione Amici di Angioletto e l’ANPI, sezione G. Castiglioni, propongono, sotto l’egida della Casa del Novecento, una serie di eventi, legati dal titolo “E se invece di sassi lanciassimo armonia? - I genocidi del XX secolo: la scelta possibile. L’esempio di chi ha fatto la giusta scelta”, che si svolgeranno in occasione della Giornata europea dei Giusti che ricorre il 6 marzo.
Elemento principale della rassegna sarà la mostra “I genocidi del XX secolo”, a cura del Memorial de la Shoah di Parigi, che sarà inaugurata appunto il 6 marzo alle 12.00 nell’Aula Ali della Libertà, situata in piazza Trento Trieste, attualmente sede operativa dell’Associazione Amici di Angioletto. Dedicata oggi a tutti i partigiani che hanno lottato per la libertà, è stata prigione e luogo di tortura durante la dittatura fascista e l’occupazione nazista. È una delle sedi diffuse della Casa del Novecento perché luogo di memoria.
La giornata prenderà il via alle 9.00 al teatro Sociale. dopo il saluto delle autorità, Raffaele Mantegazza, docente dell’Università Bicocca, terrà una lectio magistralis sul tema “Educare allo sterminio. il ruolo della pedagogia nella creazione dello sterminatore silenzioso”. La conferenza sarà aperta alle scuole e alla cittadinanza.
Saranno poi gli studenti del Liceo coreutico Candiani Bausch a proporre una coreografia a tema. Alle 11.30 prenderà il via un corteo, animato da performance degli studenti del Liceo Candiani Bausch, che da piazza Plebiscito raggiungerà piazza Trento Trieste e l’aula Ali della Libertà dove si svolgerà l’inaugurazione della mostra. Concluderanno la mattinata l’esibizione del coro del Liceo musicale Candiani Bausch, diretto dal maestro Andrea Cappellari e la performance degli studenti del Liceo Scientifico Arturo Tosi
La mostra sarà aperta fino al 6 aprile con i seguenti orari: martedì/ giovedì dalle 16.00 alle 18.00.
Per le scuole saranno organizzate su prenotazione (associazioneangioletto@gmail.com) visite guidate e laboratori di storia sul tema a cura del docente ricercatore Marcoandrea Spinelli.

A completamento del percorso, un incontro con GARIWO, il Giardino dei Giusti, previsto per il 27 febbraio alle ore 10.30 nell’aula Magna dei Licei Candiani Bausch, e un evento di chiusura, il 27 marzo, un incontro con Salvatore Borsellino, dal titolo “I Giusti contro le mafie” a cura degli Istituti Olga Fiorini, che si svolgerà ai Molini Marzoli, alle ore 10.30.

E’ importante sottolineare la collaborazione agli eventi del Centro permanente di promozione della legalità della provincia di Varese, delle scuole (Licei Candiani Bausch, Istituti paritari Fiorini, ISIS Facchinetti e Liceo Scientifico Arturo Tosi) e dell’associazione Figli della Shoah, Milano.

La mostra “I genocidi del XX secolo”

Il XX secolo, spesso definito come il «Secolo dei genocidi», fu contrassegnato dalla volontà di alcuni governi al potere di procedere all’annientamento fisico e programmato di un gruppo di esseri umani. La mostra propone un approccio comparato dei tre genocidi riconosciuti all’unanimità come tali: il genocidio degli Armeni dell’Impero ottomano, il genocidio degli Ebrei d’Europa e quello dei Tutsi in Ruanda. Originato dal greco genos (clan, gruppo) e dal latino caedere (uccidere), il termine genocidio fu coniato alla fine del 1943 da Rafael Lemkin, giurista ebreo polacco rifugiatosi negli Stati Uniti e riveste un significato giuridico molto preciso, differenziandosi per questo dagli altri crimini di massa. «Pulizia etnica», «etnocidio», «politicidio», i crimini contro l’umanità rappresentano tutti delle infrazioni al diritto penale internazionale di gravità estrema, tuttavia non corrispondono a crimini di identica natura. Se tutte le sofferenze umane si equivalgono, ogni crimine di massa risponde ad una sua propria logica e persegue un obiettivo specifico.
Il Mémorial de la Shoah di Parigi, impegnato da anni nel promuovere attività di conoscenza e di prevenzione dei genocidi, propone una mostra a vocazione didattica che offre a tutti i visitatori gli strumenti per comprendere i processi politici e culturali che hanno portato alla distruzione programmata di un popolo. Uno strumento di vigilanza per il presente e per il futuro.

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