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Progetto P.I.P.P.I - una spinta gentile alle famiglie fragili

Progetto P.I.P.P.I - una spinta gentile alle famiglie fragili

Data :

16 giugno 2026

Categorie:
Sociale
Municipium

Descrizione

Il Progetto P.I.P.P.I. (Programma di Intervento per la Prevenzione dell’Istituzionalizzazione) è un programma nazionale che aiuta le famiglie con figli minorenni quando ci sono difficoltà educative, sociali o relazionali, con l’obiettivo di evitare, quando possibile e sicuro, l’allontanamento del bambino dalla propria famiglia. È promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali insieme all’Università di Padova e ai servizi territoriali.  

P.I.P.P.I. parte dall’idea che, quando possibile e nell’interesse del minore, sia meglio sostenere la famiglia affinché riesca a prendersi cura del bambino, invece di intervenire solo quando la situazione è già molto grave. Il focus è quindi sulla prevenzione e sul lavoro di rete tra famiglia, servizi e comunità.  

Un progetto finanziato dai fondi Pnrr, della durata di 3 anni in ambito di finalià sociali, bando vinto dall’Amministrazione Comunale e copogettato con altri enti.Esauriti i fondi straordinari del Pnrr, il progetto entra ora in una fase strutturale, finanziato con risorse ordinarie in quanto riconosciuto come Livello Essenziale di Prestazione Sociale (Leps).

In questi 3 anni nella città di Busto Arsizio sono stati 30 i nuclei familiari completi che hanno concluso il percorso.

Dal 2011 a oggi però P.I.P.P.I. ha coinvolto 264 Ambiti Territoriali Sociali (ATS) italiani distribuiti in tutte le Regioni e le Province autonome, più di 4.450 famiglie e quasi 5.000 bambini in situazione di vulnerabilità.

Il funzionamento dell’iniziativa:
1. Indiniduazione della famiglia

  • I servizi sociali identificano situazioni in cui il bambino potrebbe essere esposto a rischi (trascuratezza, difficoltà genitoriali, forte disagio familiare, ecc.).

  • La famiglia viene coinvolta attivamente nel percorso, condizione indispensabile per l'avvio del progetto e l'individuazione degli obiettivi da raggiungere.  

2. Valutazione condivisa 

  • Un’équipe multidisciplinare (assistente sociale, educatore, psicologo, scuola, servizi sanitari e altri professionisti) analizza punti di forza e bisogni della famiglia e del minore.

  • La voce dei genitori e dei bambini viene considerata indispensabile per la definizione degli obiettivi.

3. Progetto personalizzato 

  • Viene costruito un piano di intervento con micro-obiettivi concreti, condivisi e verificabili nel tempo.

  • Famiglia e operatori decidono insieme quali cambiamenti sono necessari.

4. Interventi di sostegno
Possono includere l'attivazione dei seguenti dispositivi:

  • supporto educativo domiciliare;

  • accompagnamento e sostegno alla genitorialità;

  • gruppi genitori-bambini;

  • sostegno sociale e reti di aiuto nel territorio (vicinanza solidale);

  • collaborazione con scuola e servizi sanitari.  

5. Monitoraggio e verifica 
L’équipe controlla periodicamente i progressi e modifica il progetto se necessario.L’obiettivo principale è aumentare il benessere e la sicurezza del bambino, rafforzando le capacità della famiglia.  

Per saperne di più consultare il link : https://pippi.unipd.it/

Ultimo aggiornamento: 16 giugno 2026, 17:06

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