Dal 5 maggio al 4 giugno le prestigiose sale delle Civiche Raccolte d’Arte a Palazzo Marliani Cicogna ospiteranno la mostra “Dualismo di Luce” di Giuseppe Portella, promossa dall’Amministrazione comunale (assessorati alla Cultura e all’Inclusione Sociale) con il contributo della Cooperativa Sociale Dolce che gestisce il Centro diurno disabili Belotti Pensa.
La mostra indaga concettualmente la dualità che caratterizza da sempre l’essere umano e l’universo che lo circonda, focalizzando l’attenzione sullo studio del misterioso fenomeno della luce e del buio, come facce della stessa medaglia.
Una lunga ricerca che si concentra nella produzione di opere (50 circa) che coprono il periodo dal 2006 al 2022, attraverso l’utilizzo e la sperimentazione delle terre rare foto luminescenti unite alle resine; questi pigmenti foto luminescenti hanno la capacità di nutrirsi di luce e di auto illuminarsi al buio riemettendo per eccitazione statico energetica la luminosità assorbita in un ciclo perpetuo.
Le opere assumono così una doppia anima cambiando aspetto nei due stati di luce e di buio, creando di fatto una mostra in due atti. I visitatori dunque verranno chiamati ad una doppia lettura delle opere in mostra.
“Questo è un progetto speciale. Un modello a cui guardare. Mi soffermo sul titolo della mostra, Dualismo di luce, che è davvero un manifesto - ha affermato la vicesindaco e assessore alla Cultura Manuela Maffioli . Giuseppe Portella è un artista famoso che utilizza le terre rare luminose che assorbono la luce e poi al buio la rilasciano. La mostra raddoppia il proprio valore: al suo valore artistico aggiunge anche un valore sociale: è la bellezza il veicolo che porta a dialogare questi due mondi e spero che questo duplice valore possa indurre anche molte persone che non hanno messo mai piede a Palazzo Cicogna a varcare la porta del museo”.
“La cultura dell'accettazione del diverso diventa un fil rouge negli eventi culturali della città – ha continuato l’assessore all’inclusione sociale Paola Reguzzoni - E spero che questi piccoli esempi di collaborazione possono diventare normalità nella vita quotidiana: ho fortemente voluto che il Cdd portasse le sue iniziative fuori dalla sede, tra la gente. E in mostra ci sarà un'opera fatta dai ragazzi, guidati del maestro, in cui hanno espresso la loro creatività”.
IL PROGETTO DUALISMO DI LUCE
“Il progetto e l’idea per questa Mostra nascono dall’incontro avvenuto nel settembre del 2021 con i “ragazzi” del Centro Belotti Pensa di Busto Arsizio, durante la mostra “intrecci d’arte” su invito e iniziativa di Raffaella Ganzetti, coordinatore del Centro.
È stato emozionante ed istruttivo aver potuto coinvolgere successivamente i ragazzi del Centro in un dialogo ravvicinato con “il Buio e la Luce”, attraverso la presentazione di alcuni miei lavori realizzati con l’utilizzo delle terre rare fotoluminescenti, opere che grazie a questo fenomeno luminoso naturale si autoilluminano in assenza di luce.
Ed è proprio qui che risiede il cuore del progetto, l’indagine sulla Luce e sul Buio, un dualismo che da sempre accompagna la nostra vita, una ricerca personale che nel tempo mi ha condotto a credere che il buio non esiste, ma è soltanto “l’altra faccia della Luce”.
Durante gli incontri con gli operatori e i ragazzi del Centro, si è creato un dialogo proprio su questo tema, facendo scaturire una sorta di socialità emozionale positiva.
Ognuno di noi è Luce e Buio, a volte si vive nel buio pensando di essere nella Luce.
Le opere in mostra hanno dunque la funzione di testimoniare come in questo “dualismo” siano tutti coinvolti con sensazioni ed emozioni luminose diverse, ma preziose per una nuova visione legata alla relatività delle percezioni visive.
Il progetto della Mostra vede la partecipazione di alcune persone del centro, che sfilando durante l’inaugurazione, diventano “portatori di Luce” e, con la loro presenza, di un messaggio di inclusione attraverso l’arte. Un invito alla riflessione e alla partecipazione collettiva del pubblico” afferma Giuseppe Portella.
Continua l’artista: “Questo progetto che sfocia nella mostra, per me ha rappresentato una crescita interiore, un punto di svolta nella mia vita, un cambiamento non solo dal punto di vista artistico, ma soprattutto come uomo.
Frequentare i “ragazzi” del Centro Belotti Pensa mi ha aperto una nuova visione interiore, nel conoscerli uno per uno, donne e uomini con le loro fragilità, ho potuto vedere l’infinito nei loro sguardi, cogliendo una luce particolare nei loro occhi; porto sempre con me e nel mio cuore il loro sorriso ed i loro abbracci sinceri, che non chiedono nulla in cambio.
I ragazzi e gli operatori del Cdd mi hanno fatto riscoprire quella commozione che sfocia nel pianto, che tenevo nascosta per immaturità o vergogna. Di fronte alla purezza di chi non ha armature per difendersi, di chi è perso nella propria sofferenza, impari che non esiste migliore cura dell’amore.
In questa esperienza con i ragazzi ho percepito l’armonia che si respira al Cdd, frutto della cura e del lavoro che gli operatori svolgono ogni giorno con i ragazzi, mettendo sempre in primo piano l’umanità, la cura e la socializzazione di gruppo.
La mia considerazione è che dentro ognuno di noi si annidano delle fragilità che chiamano disabilità, ciò mi fa comprendere una volta di più che la Luce sta nell’essere luminoso, come il buio sta nell’essere che piomba nell’oscurità e che ognuno di noi nel corso della propria vita è immerso in questo “dualismo di Luce”.
LE PREMESSE
La luce rappresenta da sempre uno dei grandi misteri per l’umanità.
La vita non potrebbe esistere su questo pianeta senza l’ausilio della luce, e quando un essere nasce si dice che viene “dato alla luce”.
Tutta l’arte trova la sua origine nella luce, quando essa pare assentarsi alla nostra vista, ci troviamo immersi nel fenomeno “ostile” del buio, i bambini, e non solo loro, hanno paura del buio, si sentono disorientati, temendo le incognite di ciò che non vedono.
Questo progetto fonda il suo concetto proprio sul Dualismo della Luce , tutta la storia dell’uomo si basa sulla dualità: nel positivo e nel negativo, nel bene e nel male, ed infine soprattutto : nella luce e nel buio.
Dunque sconfiggere il buio annullandone la presenza attraverso la magia della luminescenza, come fenomeno naturale e non indotto artificialmente, è tra le mete di questo progetto che apre spazio alla curiosità e a nuove forme di luce, oltre che ad una particolare forma d’arte, grazie all’utilizzo delle terre rare.
Il fenomeno della luminescenza ci dice che il buio non esiste, annullando tutte le paure determinate dall’apparente assenza di luce, il buio diventa elemento indispensabile affinchè si manifesti la luminescenza, vivono entrambe contemporaneamente nello stesso istante: ed ecco svelato il “dualismo di luce”.
E’ un dualismo che attraverso l’opera d’arte cambia le forme e lo spazio, una visione stuporosa ed emozionale dove gioco e magia si fondono. Dentro ognuno di noi c’è luce e buio, sono parti di noi stessi delle quali non possiamo fare a meno.
CATALOGO
Verrà prodotto un catalogo molto curato della mostra che conterrà le immagini di tutte le opere, arricchito da diversi testi, con una curatela prestigiosa sia sui contenuti che sulla grafica.
Verrà inoltre esposta in mostra un’opera realizzata a più mani dai ragazzi del Cdd Belotti Pensa insieme a Giuseppe Portella.