Negli spazi del museo Marliani-Cicogna saranno inaugurati questa sera alle 18.00 l’allestimento permanente dello Scalone Orientale e la mostra temporanea (fino al 28 luglio) “Nuovi sguardi di bellezza a palazzo Marliani-Cicogna. Geografie del corpo e dell’anima”; sarà, inoltre, presentato ufficialmente il comodato ButtafavArte-Orsini.
“Questa mostra è unica e straordinaria perché dopo tante mostre dedicate ad artisti anche di fama nazionale e internazionale, finalmente abbiamo la possibilità di realizzare una rassegna che parla di noi, che parla di Palazzo Marliani-Cicogna e del grande patrimonio artistico in esso custodito e ci dà la possibilità sia di mostrare alcune delle opere che fanno parte della collezione permanente da anni, ma che saranno valorizzate e rese protagoniste attraverso nuovi allestimenti, come nel caso dello Scalone Orientale; sia di far conoscere e presentare al pubblico le ultime nuove, grandi e importanti donazioni – afferma la vicesindaco e assessore alla Cultura Manuela Maffioli -. E’ certamente un’iniziativa che ritengo doverosa, frutto dell’intuizione e del lavoro dell’Ufficio Musei, dell’Assessorato alla cultura e in particolare della Conservatrice di Palazzo Marliani-Cicogna, Silvia Vacca (insieme alla collega che si occupa del museo del tessile Erika Montedoro) ed è un’iniziativa che ho immediatamente condiviso, a cui ho dato anche un mio personale impulso perché ritengo che troppo spesso citiamo le nostre Civiche Raccolte in maniera generica e questo rischia di non far percepire ai cittadini, non solo di Busto Arsizio, l’importanza, la levatura e preziosità delle opere d’arte che le costituiscono: un patrimonio artistico civico, e quindi di tutti, che va conosciuto meglio, ammirato e valorizzato. Ed è questo lo spirito di questa nuova esposizione”.
Le sale del museo cittadino accolgono, in occasione della mostra, una selezione di opere di proprietà dell’Amministrazione comunale che così intende riportare a piena visibilità una parte della ricchezza artistica della Città. Cittadini e forestieri potranno dunque viaggiare tra “geografie” di corpi e anime, costruendo, tra quadri, carte, sculture e ‘oggetti specifici’ una propria personale topografia, mentale, emotiva o razionale, e esplorare le corrispondenze, ora sottili ora naturali, che corrono tra le opere in esposizione. Opere figurative o aniconiche, appartenenti a stili differenti e a periodi diversi ma tra le quali possono essere individuati inaspettati e folgoranti rimandi. Non senza potersi soffermare su familiari vedute bustocche.
Nella stessa occasione sarà ufficialmente presentato il comodato ButtafavArte-Orsini, che già da qualche mese ha trovato ospitalità nelle sale museali, con opere dei movimenti Fluxus e Verbovisuale, correnti artistiche eclettiche e multiformi particolarmente vivaci negli anni Sessanta del secolo appena trascorso.
Infine, italico genius loci e kami -spiriti- giapponesi si incontrano permanentemente sullo Scalone del museo che raccoglie pitture su seta del periodo Meiji (1868-1912) e opere di artisti italiani che hanno saputo raccogliere le grazie del ‘fare pittura’ del Sol Levante.
La mostra presenta opere provenienti dai depositi delle Civiche Raccolte d’Arte e lavori che dalle sedi decentrate delle varie sedi comunali sono “ritornati” al museo stesso. L’immagine del ritorno è parte del tessuto metaforico della mostra, incentrata sull’idea del museo e delle sue opere come spazio geografico vivo. In un breve torno d’anni, tra il 2022 e il 2023, opere importanti sono passate dalle sedi decentrate al museo: Ennio Morlotti, Enrico della Torre e opere giapponesi del periodo Meji. Questo ha motivato gli Uffici e l’Amministrazione a ideare questa esposizione: un progetto a lungo termine, pensato per essere reiterato negli anni a venire. Un attività di organizzazione che ha previsto anche lavori di restauro delle opere ritornate al museo.
“Coordinate di un paesaggio”, titolo di un opera di Enrico Della Torre, ha ispirato il tema della mostra. Il dipinto è un esempio del lavoro di messa in “salute” attuato su istanza degli uffici. La geografia, tema della mostra, echeggia nei luoghi reali di Ernesto Treccani e in quelli esotici e artici rispettivamente di Gianfranco Pancaldi e Brigitta Rossetti; nelle coordinate interiori di Enrico della Torre e John O’Brien. Non manca lo spazio per affrontare le geografie del corpo, come nelle opere di Marino Marini e Giulio Benso, e per percorrere i luoghi zodiacali attraverso l’arte di Ivanhoe Gambini. Uno spazio decisivo è occupato dalle rappresentazioni di Busto Arsizio e alle opere di Fiber Art, tra cui quelle realizzate appositamente per la mostra di Federica Patera e Andrea Sbra Perego.
Il Palazzo Marliani Cicogna, di proprietà Comunale dal 1820 è l’attuale sede delle Civiche Raccolte d’Arte. Già dimora dei conti Marliani, proprietari del feudo di Busto Arsizio tra XVII secolo e il XVIII secolo, poi dei Cicogna tra 1799 e 1822. Successivamente fu sede degli uffici comunali e distrettuali, che snaturarono in gran parte lo stile e la conformazione strutturale. A metà degli anni '80, si decise di procedere ad un restauro per adibire una parte dello storico palazzo a Museo. Il 3 maggio 1990 vennero aperte al pubblico le prime otto sale in cui trovarono collocazione una cinquantina di opere tra dipinti, disegni, documenti e sculture. Nello stesso anno Il Palazzo diventa sede delle civiche raccolte d’Arte.
Informazioni:
l’ingresso è libero e gratuito
Luogo
Piazza Vittorio Emanuele II, 3 – 21052 Busto Arsizio
Orari
Venerdì: 9.30 – 13.00 /18.00 – 22.00
Sabato: 17:30 – 22.00
Domenica: 18.00 – 22.00
Gli orari estivi consentono ai cittadini di visitare il Palazzo Marliani Cicogna fino alle 22.00.
Il museo rimane chiuso il lunedì.
Contatti
museibusto@comune.bustoarsizio.va.it
tel. 0331- 390351 / 0331- 390352.