Descrizione
Anche Busto Arsizio avrà presto il suo Scudo blu, il simbolo che la Convenzione dell’Aja del 1954 individua quale emblema riconosciuto a livello internazionale per prevenire il saccheggio, la distruzione o il degrado di beni architettonici dedicati al culto, alla cultura, alle arti e scienze.
Sabato 21 marzo lo Scudo Blu sarà apposto su Palazzo Marliani Cicogna, scelto per la sua storia e per l’attività culturale che svolge con la Biblioteca e le Civiche raccolte d’arte. Palazzo Cicogna è il primo bene scudato della Provincia di Varese, a conferma dell’attenzione che la città ha verso ciò che è importante e identificativo.
L’iniziativa nasce nell’ambito della Campagna per la Protezione dei Beni culturali lanciata da Croce Rossa Italiana ed ANCI e si svolgerà in occasione del convegno organizzato dal Comitato CRI di Busto Arsizio, in collaborazione e con il patrocinio del Comune, “Uno scudo per la Cultura – Il futuro ha una lunga storia proteggiamola” in programma nella Sala Monaco della Biblioteca comunale a partire dalle ore 9.00.
"La decisione di apporre lo 'scudo blu' a protezione di Palazzo Marliani Cicogna risale ad alcuni mesi fa, ben prima che la situazione di conflitto internazionale si inasprisse - dichiara l'assessore alla Cultura Manuela Maffioli -. Oggi, questo gesto simbolico assume un valore ancora maggiore, considerando il prezzo che le guerre impongono anche al patrimonio architettonico e culturale, come racconteremo in una mostra di prossima apertura. E' quindi di grande importanza questa iniziativa nazionale di Anci e Croce Rossa, già attivata in alcune altre grandi città. Sono grata, in particolare, al Comitato CRI di Busto Arsizio per averla proposta anche a tutela di un nostro bene così importante".
Il convegno, moderato da Sorella Barbara Bazzoli, delegata regionale dei “Principi & Valori umanitari”, ospiterà diversi relatori, tra cui Michele Romeo Jasinski, del Corpo Militare CRI di Firenze, referente nazionale del progetto che spiegherà il valore della Campagna ANCI-CRI “Il futuro ha una lunga storia proteggiamola”.
L’Infermiera Volontaria Giovanna Bonvicini e il Volontario CRI Marcello Ceriani del Comitato CRI cittadino approfondiranno il tema della “Convenzione dell’Aja del 1954 sulla Protezione dei Beni Culturali” e le norme sui beni da tutelare in caso di conflitto armato; ciò è possibile appunto con l’apposizione di uno scudo blu che tutela e identifica ciò che non deve essere distrutto.
Si parlerà poi di Palmira in Siria, città devastata dal 2015 al 2017 dall’ISIS, con l’Archeologa Angela Cerutti, Conservatrice delle Civiche Raccolte d’arte di Palazzo Cicogna.
Seguirà la relazione di Mons. Giuseppe Scotti, Responsabile dei beni culturali dell’Arcidiocesi di Milano sulla “tutela e salvaguardia dei beni culturali ecclesiastici”, mentre il Luogotenente dei carabinieri del Nucleo della tutela dei beni culturali di Monza Raffaele Adorante presenterà “Il ruolo dell’Arma dei Carabinieri nella tutela e nel recupero dei beni culturali e artistici”.
Chiuderà il convegno l’assessore Maffioli con un intervento sulla storia di “Palazzo Cicogna e la protezione dei beni culturali per un’identità della città”.
Al convegno parteciperanno alcune classi dei Licei Crespi e Candiani.
Al termine, davanti a Palazzo Cicogna vi sarà la cerimonia di svelamento dello scudo blu a cura del Sindaco Emanuele Antonelli e del Presidente CRI Giulio Turconi.
Palazzo Marliani Cicogna - XVI – XVIII sec.
La parte più antica del complesso risale al XVI secolo ed è pertinente ad un’abitazione rurale che apparteneva alla famiglia Rasini.
Acquistata nel 1624 dai conti Marliani, feudatari di Busto Arsizio, la dimora, che comprendeva anche un orto ed un giardino, tra il XVII ed il XVIII secolo fu ampliata e modificata grazie ad acquisizioni di terreni e nuove edificazioni, così da trasformarsi in una residenza nobiliare.
Passato alla famiglia Cicogna Mozzoni nel 1799, il palazzo fu quindi ceduto al Comune nel 1823, che lo adibì a sede degli uffici comunali, ospitando anche la Corte d’Assise; tali interventi ne snaturarono in gran parte lo stile e la conformazione strutturale, che venne ulteriormente modificata con aggiunte nel corso del Novecento.
L’ultima trasformazione si data a metà degli anni ‘80 del Novecento, quando si decise di creare un polo culturale, collocandovi la Biblioteca Civica “Gian Battista Roggia” (1969) e le Civiche Raccolte d’Arte (1990).
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Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2026, 09:20