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Mercoledì, 19 Febbraio 2020 10:00

L’Amministrazione Comunale celebra i 70 anni della Biblioteca Roggia e i 30 anni delle Civiche Raccolte d’arte di Palazzo Cicogna

30ANNI 70ANNI 1Quest’anno si celebrano due anniversari molto importanti per due istituzioni culturali cittadine: le Civiche Raccolte d’Arte di Palazzo Marliani Cicogna compiono 30 anni, la Biblioteca comunale G.B. Roggia ben 70.
“Perchè la cittadinanza sia consapevole di questi due anniversari e riattivi la propria attenzione su questi due luoghi così di cultura così importanti”, come ha osservato la vicesindaco e assessore alla Cultura Manuela Maffioli, l’Amministrazione ha fatto realizzare due loghi celebrativi che compariranno sul materiale promozionale relativo alle attività che si svolgeranno alle Civiche Raccolte e in Biblioteca nel 2020.
Gli importanti compleanni verranno inoltre festeggiati con due manifestazioni speciali in fase di programmazione: “l’attenzione ai luoghi della cultura, intesi sia come contenitori sia come contenuti essi stessi, è dovuta in quanto presidi contro il degrado”. 

Civiche Raccolte d’Arte di Palazzo Cicogna

Era il 1960 quando il "Museo civico storico artistico" di Busto Arsizio venne istituito con apposita deliberazione comunale. Già dall'anno precedente era attivo un comitato con il compito di dare forma all'idea di un Museo della Città, che custodisse in sé tutte le testimonianze storiche, ma soprattutto artistiche, entrate a far parte del patrimonio municipale. Per dare alla collezione una sede definitiva venne individuato Palazzo Marliani Cicogna, di proprietà comunale dal 1820.
Il 3 maggio 1990 vennero aperte al pubblico le prime otto sale in cui trovarono collocazione 56 opere tra dipinti, disegni, documenti e sculture.
Al nucleo iniziale si aggiunsero negli anni altre opere, frutto di acquisti e donazioni, tra cui la donazione Gaetano Crespi Legorino (1991, opere dell’Ottocento milanese) e la donazione Don Marco Rossi (1994, opere di arte lombarda dal Cinquecento al Settecento).
Tra le donazioni più significative si segnalano anche quelle di alcuni pittori locali, tra cui ricordiamo Aldo Neri, Filippo Montalto e Aldo Alberti, che hanno donato gruppi di opere. Ad arricchire il patrimonio del museo, che oggi conta 836 opere, anche le donazioni di collezionisti come Este Milani e Michele Crespi, e le opere vincitrici dei premi di pittura Città di Busto Arsizio (dal 1996 al 2004).
Queste ultime hanno permesso la formazione della sezione di arte contemporanea, che dal 2014 conta anche sulle opere provenienti dal progetto Uno spazio per l’arte.
Nel 2002 nuovi interventi di restauro resero possibile il raddoppio degli spazi espositivi con il recupero di tutto il piano superiore e una parte del piano inferiore, l'apertura di depositi attrezzati per le opere, spazi di servizio per archivi, nonché un'area per le mostre temporanee. L’ultimo intervento architettonico in ordine di tempo risale al 2018 con il restauro della cantina da vini.

Biblioteca Comunale G.B. Roggia

Il 7 luglio 1950 l'Amministrazione comunale (seguita qualche giorno dopo dalla Giunta provinciale) deliberò l'istituzione della Biblioteca Civica e contestualmente l'accettazione del materiale donato dall'Università e Biblioteca Popolare, che si era sciolta il 5 maggio dello stesso anno lasciando il suo patrimonio librario in dono al Comune.
In seguito fu nominata una commissione per la stesura dello statuto e individuato come sede il palazzo Marliani Cicogna. Come direttore fu nominato il professor Gian Battista Roggia, primo sostenitore della necessità di una biblioteca pubblica.
Oggi la Biblioteca a lui dedicata, che fu poi inaugurata il 13 novembre 1955, è la seconda della provincia di Varese per servizi e patrimonio, con un bacino d’utenza che, comprendendo anche il Sistema Bibliotecario Intercomunale di cui è a capo, supera i 150.000 abitanti.
Il patrimonio librario è composto da oltre 230.000 volumi, circa 4000 sono le pubblicazioni del Fondo Antico, 2000 i periodici storici cessati. Il Fondo di storia locale accoglie importati donazioni quali il Fondo Gambini e il Fondo Grampa.