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Martedì, 07 Aprile 2020 14:17

Il coordinamento feste in prima linea contro il covid

1200px Ingresso storico dellospedale di Busto Arsizio 02In questi giorni di emergenza, alcune associazioni non sono rimaste con le mani in mano e hanno “riconvertito” le loro attività adattandole alle esigenze del momento di crisi, con un occhio di riguardo alle necessità dei più fragili.
Tra queste, come sottolinea il sindaco Emanuele Antonelli, c’è il coordinamento delle feste patronali cittadine, guidato da Mario Cislaghi, che ha saputo riorganizzarsi e, da punto di riferimento per le sagre parrocchiali e di quartiere, è diventato un importante elemento di coordinamento per alcune significative iniziative di solidarietà.
Il tutto nasce un mese fa, nei primi giorni dell’emergenza, dall’idea del parroco di san Giuseppe, don Giuseppe Tedesco, di sostenere medici e infermieri dell’ospedale di Busto portando loro ogni giorno all'ora di pranzo panini, frutta e altri generi alimentari. Un gesto semplice, un modo per permettere ai sanitari un momento di sollievo in giornate difficilissime e interminabili accanto ai pazienti.
L’iniziativa è stata subito appoggiata dal coordinamento feste che, anche con la collaborazione delle due associazioni di Protezione civile e del gruppo Alpini, ha organizzato un punto di raccolta per le numerosissime donazioni che sono arrivate da tutti i quartieri, non solo da panifici, pasticcerie, pizzerie, gelaterie, fruttivendoli e gastronomie, ma anche da privati cittadini che non hanno mancato di far sentire la loro vicinanza all’ospedale, anche con la donazione di oggetti utili ai ricoverati, come tablet e caricabatterie per i cellulari.
Altro importante lavoro è stato quello di coinvolgere una cinquantina di referenti delle parrocchie e dei quartieri cittadini che a loro volta hanno attivato molti volontari per la preparazione dei pacchi e la consegna nei reparti più interessati dall’emergenza.
Dopo un mese di consegne ininterrotte, l’iniziativa, anche grazie alla lenta diminuzione dei ricoveri, si concluderà alla vigilia di Pasqua, sabato 11 aprile, ma il coordinamento continuerà a lavorare e a ricevere le donazioni di commercianti e cittadini. In questi ultimi giorni, infatti, con i generi alimentari raccolti sono stati confezionati pacchi spesa poi recapitati a una sessantina di famiglie in difficoltà segnalate dalle parrocchie che conoscono da vicino il bisogno. Un’iniziativa che si affianca ai buoni spesa che il Comune sta predisponendo e che continuerà fino a quando ci sarà materiale a disposizione.

E nel fine settimana pasquale non mancheranno altre consegne speciali: 500 colombe, donate dall’associazione Bianca Garavaglia, saranno recapitate in ospedale, nelle case di riposo, alle forze dell’ordine. All’ospedale saranno consegnati anche 50 kit di sicurezza per gli operatori sanitari donati dall’ azienda Tomasini e quattro grandi uova di cioccolato.
“Un grazie ai tantissimi che hanno donato generosamente, ora non faccio tutti i nomi perchè rischierei di dimenticare qualcuno, avrò modo di ringraziarli come si deve, insieme al sindaco, alla fine dell’emergenza. Un ringraziamento soprattutto ai volontari che ci hanno permesso di realizzare questo progetto, senza di loro non saremmo stati in grado di fare nulla – afferma Cislaghi -. Il coordinamento si è molto rafforzato grazie a questa esperienza. Abbiamo dimostrato che il volontariato a Busto c’è ed è molto efficace, il nostro sistema ha funzionato anche per la fiducia che cittadini e commercianti hanno avuto nelle nostre capacità di arrivare esattamente dove c’era bisogno”.
“Sono orgoglioso di essere il sindaco di una città che ogni giorno mi sorprende per la sua generosità – fa sapere Antonelli –. Mi congratulo con il coordinamento feste che si è davvero superato e ha saputo fare rete sfruttando competenze e rapporti sviluppati negli anni, ma soprattutto dimostrando un grande spirito di servizio al di là degli scopi per cui il comune aveva voluto la sua istituzione. Spero che in questi giorni le donazioni non si interrompano e che il coordinamento possa continuare a portare un aiuto alle famiglie più segnate da questa emergenza: la sensibilità con cui parrocchie e referenti dei quartieri avvertono le situazioni di disagio sono una garanzia del fatto che sarà aiutato chi sta più soffrendo”.