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Le colonnine della Madonna dell'Aiuto

Sono trascorsi 75 anni da quando, il 15 maggio 1947, durante il congresso mariano diocesano, l'Arcivescovo Card. Schuster benedì cinque colonne con l'effigie della Madonna dell'Aiuto poste in altrettanti punti d'ingresso in città. Le colonnine, che erano offerte da cinque categorie di persone, le madri, i fanciulli, i soci di Azione Cattolica, i reduci di guerra, gli ammalati, ancora oggi rappresentano il segno della consacrazione della Città alla Madonna dell'Aiuto. 

Si trovano nei seguenti punti:

 

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                                        viale Virgilio                                                                            viale Rimembranze

 

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                                      via Magenta

 

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                                            Buon Gesù                                                                                          5 Ponti/viale Diaz

 

Come riportato nel volume edito dal Comune “Busto Arsizio Città – 14 decenni di storia”, nel capitolo “Religiosità pubblica” a cura di Franco Bertolli, il congresso mariano diocesano del 1947 fu uno degli eventi di maggior spicco negli anni di Mons.Galimberti come prevosto di san Giovanni.
Si svolse dal 14 al 18 maggio e ogni giorno vide la presenza dell'Arcivescovo Card. Schuster, tra i momenti più importanti la sera del 14 maggio la processione per trasferire la statua della Madonna dell'Aiuto sopra l'altare maggiore ben infiorato della basilica di San Giovanni. La mattina del 15, prima della consacrazione delle colonnine, l’Arcivescovo incontrò in piazza San Giovanni i fanciulli e i giovinetti della diocesi, il giorno dopo la piazza accolse infermi ed ammalati, assistiti da barellieri e dame di carità. Sabato 17 il congresso riservò attenzione ai poveri. Domenica 18 maggio fu l'apoteosi con la processione della statua attraverso la città.

LAVORI DEL CONGRESSO
TEMA GENERALE: “MARIA MEDIATRICE UNIVERSALE DI GRAZIE”

GIOVEDI 15 MAGGIO 1947
ORE 17 – Benedizione delle Cinque Colonne erette agli ingressi principali della città, quale segno della consacrazione di Busto a Maria Santissima.
Cinque colonne: una sentinella

A circa metà della strada Cadorna che da Bassano Veneto raggiunge il massiccio del Grappa, il passeggero è invitato a passare l’occhio su una colonna romana, eretta tra i massi di uno scosceso canalone, per leggervi: “In questo preciso luogo il valore del soldato italiano arrestò l’audacia del nemico che tentava di cogliere alle spalle, circuendoli, gli eroici difensori del Grappa”.
Sulla vetta del monte sacro della Patria la Madonnina accolse, benedicendoli, i figli d’ogni provincia d’Italia; li confortò, li sostenne, si uni al loro sacrificio sopportando la mutilazione, li coronò con la più alta vittoria.
Busto Arsizio ha le sue ricchezze morali, artistiche, economiche. Sono il frutto di valorose conquiste dello spirito d’ingegno, dell’operosità dei suoi figli. Patrimonio di incalcolabile valore: ammirato da molti, insidiato da ogni parte. Perciò: da custodire, consolidare, difendere ad ogni costo.
Ma “invano vigilerebbero i difensori della città se il Signore non la custodisse”. Per questo in occasione del 1° Congresso Mariano Milanese, cinque colonne leveranno, agli ingressi principali della borgata, l’effige della Madonna dell’Aiuto.
Raccogliendosi da ogni contrata, intorno a ciascuna di esse si raduneranno, tremanti nell’implorazione, le madri e i figli dei caduti; i mutilati con i segni della lotta superata; i reduci nell’indomata volontà di ascensione; i militi dell’azione cattolica col proposito di alimentare la più sacra fiamma; i cittadini di ogni rango in testimonio dei favori ottenuti; i bambini con pupille accese delle più belle speranze.
Se la colonna romana del Grappa è stata eretta a ricordare il sacrificio eroico dei fanti che stroncarono il sogno più ardito degli invasori: le colonne Mariane del Maggio 1947 diranno a chi entra in Busto Arsizio donde vennero le nostre fortune; in Chi riposa la nostra fiducia; da qual mano aspettiamo la corona delle nostre aspirazioni.

Dalle cronache del tempo:
Ore 17 – S.E.  accompagnato da Canonici del Capitolo di S. Giovanni e da Monsignore Galimberti scortato da poliziotti motociclisti, si reca a benedire le cinque colonnine, pegni di consacrazione. Il disegno dei cinque ricordi marmorei posti agli ingressi della città è ispirato sia alle tradizionali colonne celebrative, quanto ai tabernacoletti sacri dei quadrivi. Ma è scaturito un motivo di sapore classico e con svolgimento moderno. Sicchè l’effige della Madonna campeggia dolcemente nel resto del blocco granitico, donde rivolge il suo sguardo di protezione al viandante che si approssima alla nostra città.

Si ringrazia il direttore della Biblioteca Capitolare Salvatore Bollini Marcora e Antonio Tosi per la collaborazione.

Si segnala che anche a Borsano, nei pressi del Cimitero, si trova una colonnina che risale al 1995.

madonnina borsano 

 

 

 

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